Vita sana: cosa fare per abbassare il PSA in presenza di ipertrofia prostatica benigna?

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Il PSA è uno dei rilevatori dello stato di salute della prostata, si tratta di un enzima che viene prodotto da quest’organo e se supera certi valori, può essere indicatore di diverse patologie, alcune anche importanti, come il carcinoma prostatico. Spesso è il sintomo di alcune problematiche molto diffuse e fastidiose, come l’ipertrofia o iperplasia prostatica benigna (IPB) che, anche se meno grave, può compromettere seriamente il normale svolgimento delle attività quotidiane.

L’ipertrofia prostatica benigna, infatti, provoca un incremento del numero di cellule che costituiscono la prostata la quale, aumentando il suo volume, inizia ad esercitare una forte pressione sulla vescica restringendo l’uretra, con conseguente difficoltà a urinare e frequente stimolo alla minzione, anche durante la notte. Tutto ciò provoca disturbi di tipo irritativo e ostruttivo, infiammazione e tensione muscolare. Per questo motivo è utile sapere come abbassare il PSA per ritornare ai valori normali e vivere serenamente.

Alta incidenza del PSA nell’uomo: quali valori?

È estremamente importante, soprattutto dopo i 40 anni, sottoporsi al test specifico, per valutare la quantità di antigene prostatico nel sangue. Infatti, la sua incidenza cresce con l’età: ne soffre il 25% degli uomini fra i 40-49 anni di età, fino al  50% tra i 51-60 anni e, secondo alcune fonti, oltre l’80% fra i 70-79 anni.

E le conseguenze?
L’ipertrofia prostatica benigna, se trascurata e non trattata in maniera adeguata, può dare origine a complicazioni molto serie:

  • Ritenzione urinaria acuta
  • Disfunzione erettile e problemi eiaculatori
  • Prostati e cistiti
  • Calcoli e diverticoli vescicali
  • Reflusso vescico-ureterale e infezione alle vie urinarie

Come abbassare il PSA, ecco il test utile per la diagnosi

Misurare i valori è molto semplice, basta sottoporsi ad un comune esame del sangue per decidere come abbassare il PSA. In generale è considerato normale un valore massimo pari a 4.00 ng /ml, ma deve sempre essere messa in relazione all’età:

Età (anni)         PSA limite (ng/ml)

Meno di 40       Minore od uguale a 2

40-49               Minore od uguale a 2.5

50-59               Minore od uguale a 3.5

60-69               Minore od uguale a 4.5

70-79               Minore od uguale a 6.5

80 o più Minore od uguale a 7.2

Rimedi naturali per una guarigione progressiva e naturale

Per contrastare i disturbi che emergono in presenza di ipertrofia prostatica benigna e migliorare la qualità della vita, senza l’intervento dei farmaci, bastano anche semplici accorgimenti per capire come abbassare il PSA. Ad esempio, l’assunzione di integratori alimentari. Alcuni di questi, infatti, associati ad una dieta corretta, possono alleviare i dolori più fastidiosi e frequenti in maniera graduale e naturale. Inoltre, consentono di evitare gli effetti collaterali dati dai farmaci nel trattamento delle cure a lungo termine.

Come scegliere il giusto integratore? La risposta è green!

In commercio è possibile trovare una grande quantità di integratori alimentari, l’importante è sapere scegliere bene. Solo un integratore naturale e con specifiche sostanze, può rivelarsi un valido alleato. Se volete sapere come abbassare il PSA, sceglietene uno che contenga la Serenoa Repens, una pianta della famiglia delle Arecaceae, proveniente dal Sud America. Le sue proprietà diuretiche, antinfiammatorie e sedative, riescono ad affievolire molti fastidi dei disturbi urinari. Non solo, la sua azione antiedemigena, inibisce la proliferazione cellulare che causa l’ingrossamento della prostata. Inoltre, regola il livello del testosterone e stimola il flusso urinario, liberando le vie urinarie dai batteri. Un altro formidabile rimedio è l’assunzione di integratori alimentari a base di Boswellia. Si tratta di una pianta della famiglia delle Burseracee, proveniente dal sud dell’Arabia, conosciuta anche come la pianta dell’incenso, perché produce la nota e profumata resina. Le sue particolari proprietà svolgono un’azione analgesica e antinfiammatoria, che è la principale causa scatenante della iperplasia prostatica benigna. In modo particolare, agisce sulle fibre muscolari presenti nel tessuto prostatico, riducendone oltre il dolore anche il gonfiore.

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