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L’allenamento funzionale per riscoprire i movimenti primitivi del nostro corpo

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di Andrea Lucchini

Siamo nati pigri o lo stiamo diventando? Sembra infatti che nella società di oggi, qualsiasi congegno che ci risparmi l’uso dei muscoli è visto come un bene. Per non fare fatica fisica abbiamo applicato motori alle biciclette, alle scale, ai gommoni, ai rasoi, addirittura allo spazzolino da denti. Risultato: ci muoviamo sempre meno. Salvo poi andare dal medico perché siamo sovraffaticati, ipernutriti e stressati. La cura? Fare del moto.

Questa è la fotografia del nostro stile di vita attuale dove comodità, facilità e velocità di comunicazione (smartphone, mail ecc.), uso frequente dell’automobile e vita d’ufficio la fanno da padroni. Di fronte a questo scenario, il mio obiettivo come Personal Trainer è quello di educare le persone a riacquisire quei gesti motori che una volta facevano parte della quotidianità e che oggi, invece, sono andati persi.

Tornare alle origini con l’allenamento funzionale

Oggi più che mai ritengo che sia fondamentale basare la nostra attività fisica sull’allenamento funzionale: una serie di esercizi da fare in palestra o all’esterno che migliorino sviluppano tutte le principali capacità motorie, condizionali (forza, resistenza, potenza), coordinative (equilibrio, controllo motorio e posturale, agilità, adattamento motorio) e la mobilità articolare. Uno degli aspetti importanti su cui si basa l’allenamento funzionale è quindi la sollecitazione degli schemi posturali primitivi, cioè quei i gesti che l’uomo ha perfezionato nella sua evoluzione relativi alle sue necessità fondamentali

L’approccio e i mezzi con cui fare questo genere di esercizi variano a seconda del livello di preparazione o dell’intensità voluta. Per esempio, si possono fare dei movimenti con il corpo (considerato come sovraccarico) utilizzando le barre per trazioni o per parallele, fare dei piegamenti a terra o ancora dei balzi pliometrici per migliorare la potenza esplosiva. Si possono usare anche attrezzi convenzionali come bilancieri, manubri, palle mediche, elastici o tavolette propriocettive oppure, nei casi più estremi, utilizzare mezzi di circostanza come massi, tronchi, ruote, funi, catene.

Meglio l’allenamento funzionale o la palestra?

Con l’allenamento funzionale si vanno a toccare tutti gli aspetti del movimento ossia forza, resistenza, potenza, equilibrio, controllo motorio e mobilità. Possiamo fare la stessa cosa anche con le macchine che troviamo in palestra? La risposta potrebbe essere “sì”, poiché ogni macchinario si concentra su una o due catene muscolari per volta guidandoci al “movimento corretto”. Tuttavia, in questo modo siamo costretti a lavorare per compartimenti stagni sviluppando catene muscolari che non interagiscono tra loro durante l’esercizio.

Il mio consiglio è quello di puntare sull’allenamento funzionale poiché più completo. All’interno di un esercizio, infatti, possiamo lavorare contemporaneamente su più muscoli: questo permette una connessione osteo-muscolo-articolare che ci fa avere una “postura funzionale”, senza tensioni muscolari anomale, asimmetrie o disfunzioni. Questo è un aspetto importante perché aiuta ad ascoltare meglio il nostro corpo e sfruttarlo a pieno nelle sue funzioni.

Box Biografico: ANDREA LUCCHINI

Andrea Lucchini è laureato in Scienze Motorie con esperienza ventennale nello sport professionistico e semiprofessionistico. La sua attività di personal trainer si inserisce nel programma “Live in Joy” attraverso una combinazione di allenamento aerobico, basato sulla forza o sulla tonificazione, con elementi del crossfit e pilates, e la preparazione funzionale a diversi tipi di sport.

Sito:

http://www.liveinjoy.it/

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