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Fiori commestibili: un’esplosione di antiossidanti e colori per il nostro corpo

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Sono l’emblema della bellezza, uno dei regali più belli che la natura ci può fare e oggi stanno diventando sempre di più protagonisti nei nostri piatti. Stiamo parlando dei fiori, non solo belli da vedere, ma anche buoni da mangiare e ricchi di nutrienti utili per il benessere del nostro organismo. A confermarlo è uno studio condotto dall’Università di Pisa, e pubblicato sulla rivista Scientia Horticulturae, che dimostra le proprietà organolettiche e l’alta concentrazione di antiossidanti e antociani presenti nei fiori edibili. Un motivo in più per integrarli a frutta e verdura nella nostra dieta.

Più colore, più antiossidanti, meno radicali liberi

Tra le tante varietà studiate, 12 emergono per le loro proprietà antinvecchiamento: calendula, agerato, viola cornuta, viola wittrockiana, petunia, bocca di leone, borragine, begonia, fucsia, nasturzio, garofanino, tagete. Non si tratta quindi solo di fiori decorativi, ma di veri e propri ingredienti da utilizzare nei nostri piatti. E la cosa sorprendente è che più hanno un colore intenso (prendiamo per esempio i fiori con i petali rossi o blu) più sono ricchi di antiossidanti, in particolare di antociani. Questi pigmenti colorati aiutano a combattere la fragilità capillare (cellulite, varici, emorroidi) e a contrastare la ritenzione idrica; inoltre, hanno un’azione scavenger (letteralmente “spazzino”) sui radicali liberi e proprietà antinfiammatorie e antiaggreganti piastriniche che costituiscono un vero toccasana per l’intero sistema cardiovascolare.

Tutti i fiori sono edibili?

Dobbiamo sapere che non tutti i fiori sono commestibili. Molti si possono consumare interamente, certi devono essere privati di gambo o pistillo, altri ancora vanno evitati del tutto perché tossici e addirittura mortali, se consumati in piccole dosi. Tra questi ultimi indichiamo i fiori di oleandro, di ricino, belladonna, il vischio, la stella di natale e il gelsomino. Inoltre, non vanno bene nemmeno i fiori che troviamo dai fiorai, quelli coltivati nelle serre o cresciuti per strada e luoghi pubblici perché sono trattati con prodotti chimici tossici e contaminati da pesticidi. Se vogliamo fare il pieno di antiossidanti mangiando i fiori, il nostro consiglio è quello di produrli in proprio oppure comprarli in negozi certificati.

Fonti:

http://www.ilsole24ore.com/art/food/2017-11-09/1-mettete-fiori-vostri-alimenti-111205.shtml?uuid=AE1z1W7C

https://www.unipi.it/index.php/news/item/8271-per-stare-in-salute-ci-vuole-un-fiore-da-mangiare

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