Smartworking: attenzione alla postura

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Alzi la mano chi lavorando al computer non ha mai sofferto di dolore alla cervicale.

Lo smart working in queste fasi di emergenza sanitaria è diventato molto più frequente che nel passato e, complice la necessità di condividere gli spazi di casa con compagni e figli impegnati a loro volta con lavoro e didattica a distanza, può esacerbare i disagi dovuti a cattiva postura e stile di vita sedentario. Spesso ci troviamo arrampicati su sgabelli della cucina o con il portatile sulle gambe sul divano. Inoltre, il rischio di lavorare da casa è quello di passare l’intera giornata davanti al computer senza alzarsi mai, privando di pause non solo la nostra mente ma anche la struttura muscolare del nostro corpo. Lavorare in posture scorrette non va bene, oltre che per concentrazione e produttività, anche per la salute, perché accentua i disagi che già affliggono quanti di noi hanno una vita sedentaria e trascorrono molte ore in ufficio, come, appunto, i dolori posturali e il temutissimo dolore alla cervicale.

Ecco alcuni preziosissimi consigli per limitare i disagi dovuti alle ore di sedentarietà legate allo smart working:

  1. Lavorare seduti su una sedia con il computer appoggiato su un tavolo, lasciando divani e letti dedicati solo al riposo.
  2. Cercare di mantenere una postura corretta: non allungare il collo in avanti, non accavallare le gambe e cercare di tenere la schiena più dritta possibile.
  3. Posizionare il computer dritto davanti a noi e alzarlo in modo da allineare lo schermo ai nostri occhi.
  4. Riposare gli occhi per 1-2 minuti ogni mezzora e stiracchiare i muscoli della schiena.
  5. Non stringere i denti, cercando di mantenere la mandibola rilassata.
  6. Respirare con l’addome e il diaframma.
  7. Non tenere il telefono appoggiato alla spalla e usare gli auricolari.
  8. Bere frequentemente.
  9. Fare esercizi di torsione delle spalle e del collo almeno ogni 2 ore.
  10. Alzarsi e sgranchirsi, sfruttando ad esempio le call per camminare nella stanza.

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